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Arte è… un disegno fatto con la penna BIC: un utile tutorial per voi

Mai fermarsi alle apparenze...

Questa frase, che spesso ripetiamo a noi stessi, calza a pennello all'articolo di oggi...

Non giudicare solo dall'aspetto esteriore, non sottovalutare mai l'effetto "sorpresa" e soprattutto, non farti confondere dai luoghi comuni.

Ed è così, che una comunissima e un po' scontata penna BIC, può trasformarsi nel più inusuale, ma altrettanto performante strumento d'arte.

 

Leggera, pratica e portatile, la penna BIC è la penna di famiglia: quella accanto alla rubrica del telefono, quella con cui appuntare la spesa, quella sulla scrivania dei ragazzi, con il tappo rosicchiato e le mille raccomandazioni della mamma a "non farlo più", per scongiurare l'intervento del dentista...

Proprio LEI.

Oggi, rimessa a nuovo, è pronta per il suo esordio nel mondo dell'arte.

Vi starete chiedendo com'è possibile e noi ve lo spieghiamo...

In fondo, a cosa serve la BIC ?

"A prendere appunti": questa è la risposta corretta.

E il disegno cos'è, se non un ”appunto visivo”.

 

 

Chi di noi non ha mai scarabocchiato su un foglio, telefono all'orecchio e pensieri ad alta quota? Ad ogni tratto che si sovrapponeva al precedente, l'effetto si faceva più intenso, più scuro, quasi a snocciolare gli effetti delle parole disperse nell'etere...

 

Ecco, l'effetto CHIAROSCURO è proprio questo: tratto su tratto, inchiostro su inchiostro, che intensificando lo spessore, aumenta l'intensità delle ombre e dà forma e proporzione alle cose.

La resa è di sicuro effetto: il segno della penna BIC sarà più “grafico” e meno “pittorico” e forse un po' più “freddino”, ma mantenendo un certo "rigore" nell'esecuzione, il risultato finale vi stupirà.

Curiosando nella rete ho trovato informazioni interessanti al riguardo.

Su Cerchio di Giotto, sito di riferimento per lezioni d'arte on-line, ho addirittura trovato un tutorial sulla tecnica del chiaroscuro, realizzata con una comunissima penna BIC

Su Cerchio di Giotto, sito di riferimento per lezioni d'arte on-line, ho addirittura trovato un tutorial sulla tecnica del chiaroscuro, realizzata con una comunissima penna BIC.

I consigli sono utilissimi e facili da mettere in pratica.

Tre i fondamenti nel disegno con la BIC:

  • L’impugnatura.
  • La qualità del segno grafico e del tratteggio.
  • La mobilità della mano e del polso.

E' intuitivo che, per realizzare un disegno armonico con una penna BIC, si debba partire all'impugnatura. Dall'impugnatura dipende il tratto, che sarà più o meno scuro a seconda dell'inclinazione conferita alla penna.

Non abbiamo in mano un pennello, quindi non possiamo giocare sulla possibilità di trattenere o scaricare il colore dalle setole, attraverso una minore o maggiore pressione. Dobbiamo agire diversamente.

La qualità della  resa finale dipende dalla capacità di modulare il segno e dalla padronanza nel tratteggio. In questo senso, un ruolo importante è rivestito dalla impossibilità di correggere: è utile saper intervenire agli errori con tecniche di autocorrezione, ottenibili con la sovrapposizione dei tratteggi.

Inoltre, l'inchiostro della penna a sfera è poco modulabile; per ottenere una bella trama in un chiaroscuro a penna, si dovrà scegliere con cura la direzione del tratteggio e rimanere fedeli al verso abbiamo impresso al segno.

La pressochè nulla malleabilità dell'inchiostro, impone un'ottima attitudine manuale. Per ottenere dei segni puliti è necessario saper imprimere o trattenere la sfera, attraverso il giocoforza del polso. Può essere un utilissimo esercizio per chi si sente rigido, impreciso o insoddisfatto del proprio segno. Una buona ginnastica per sciogliere la mano.

Curiosando qua e là, ho scovato un'artista che disegna unicamente con la penna BIC.

Lei si chiama Sarah Esteje, in arte ABADIDABOU.

I suoi disegni sono suggestivi e originali, onorici e "ovattati".

Delicata nel tratto, ma decisa nella sovrapposizione del colore, sa imprimere alle sue opere la semplicità e la schiettezza dello strumento che utilizza..

Date un occhiata a questo video

Infine, i lavori prodotti con la penna BIC, che hanno fatto veramente breccia nel mio cuore, sono stati i disegni di VIRGINIA MORI.

Un'artista completa. Nata a Pesaro, ha compiuto i suoi studi artistici a Urbino; lavora come artista free-lance, collaborando con professionisti e famose gallerie.

Anche per lei, la penna BIC come unico strumento pittorico.

I suoi progetti non sono solo riproduzioni della realtà, ma sono veri e propri frame di crudo e spietato realismo.

Nei suoi quadri, il modo femminile viene eviscerato e scandagliato.

Ciò che l'inchiostro della BIC riproduce sono documenti cartacei e istruzioni per l'uso: sono le istantanee delle complicate dinamiche del mondo femminile e si portano addosso tutta l'inquietudine che accompagna la crescita di noi donne.

Guardatevi tutto il suo portfolio, mi raccomando!

In sintesi, quindi, il connubio perfetto, da oggi non sarà più "BIC e block notes".

Non solo, perlomeno.

La penna BIC, da oggi, si accompagna meravigliosamente anche con l'album da disegno Fabriano F4 , rigorosamente liscio e disponibile sul nostro sito, ad un prezzo imperdibile.

Date libero sfogo alle vostre velleità artistiche e sperimentate, sperimentate e sperimentate...

BUON LAVORO!

 

virginiamori.com

abadidabou.com

www.cerchiodigiotto.it

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Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo –Tu sei matto. E per sempre lo amerà.”

Oceano mare (2007), Alessandro Baricco

Ecco, questo è ciò a cui penso, quando provo ad associare l'oggetto all'uso: l'emergenza di scrivere per impulso. L'attimo in cui l'emozione ci invade e il successivo, nel quale prevale la ragione, che inibisce la spinta.

Mi piace immaginare che fu proprio il desiderio di esprimere l'amore impulsivo, a suggerire a László József Bíró di pensare ad un oggetto con il quale imprimere sul foglio l'emozione fugace.

E’, appunto, a László József Bíró, (1899-1985) che si deve l’invenzione della prima penna sfera, alla quale, egli stesso, diede appunto il nome di BIRO.

László è ungerese. Vive con la famiglia nella capitale.

E' un giovane e promettente studente di medicina. Nel tempo libero si diletta a progettare, insieme al fratello György, studente di chimica, oggetti e prototipi per gli usi più disparati.

Budapest, sul calare degli anni 40 è bellissima e sfolgorante, ma i malumori dei giovani si avvertono.

Il governo è in mano all'estrema destra, nella quale è fortemente radicato l'antisemitismo.

La spensieratezza si respira a tratti.

László è ragazzo tutto d'un pezzo.

Ha, da poco, dichiarto il suo amore ad una giovane intellettuale, dai capelli biondi.

Le ha confessato i suoi sentimenti, ma ha paura di essere stato frainteso ed ora vorrebbe poter spiegare, ma i pensieri si accavallano...

Le parole sembrano vuote se non possono essere scritte e lette e rilette e analizzate,fino al loro completo assorbimento.

Ora è lì, pensieroso, seduto al tavolo di un caffè, in una assolata mattina ungherese.

Il clima è bizzarro in Ungheria.

Il sole fa capolino fra le nuvole, ma la notte ha piovuto tutti i pensieri del mondo.

Lui è fermo, smarrito nell'urgenza di pensare, creare, immaginare un modo veloce per fermare, in parole, un momento.

I ragazzi giocano in strada.

Il loro vociare distoglie László e lo riporta alla sua ultima idea.

Osserva i bambini.

Le biglie roteano a terra: le palline, rotalano senza sosta e, dopo aver attraversato una pozzanghera, lasciano indietro una riga di fango uniforme e regolare.

L'idea è repentina e il guizzo di genio immagina.

Corre a casa e inizia a sperimentare.

Una piccola pallina metallica, inserita all'interno della punta, fu la chiave di svolta.

Il fratello György sviluppò la formula di un inchiostro a rapida asciugatura ed il resto è storia.

Era nata la penna a sfera: il 15 giugno 1938 i due fratelli crearono un primo prototipo soddisfacente, che venne brevettato in Ungheria e in Gran Bretagna.

La prima penna a sfera si chiamò Biro, dal nome, appunto, del suo inventore.

La comunicazione, da quel momento, era destinata a cambiare.

Qualche anno più tardi, Marcel Bich, riprese l'idea di Birò e credendo nel potenziale della penna a sfera, la adatta e la migliora e nel dicembre 1950 in Francia lancia la penna sfera con il marchio BIC®, una versione abbreviata del suo cognome, più semplice da ricordare. 

Il gesto veloce e fluido di sfilare la penna dal cappuccio, per imprimere il pensiero, in modo di non perderlo per sempre, ora è realtà.

Grazie alla qualità e al prezzo accessibile, la penna a sfera BIC® Cristal®, viene rapidamente adottata da un numero sempre crescente di consumatori. 

L'evoluzione è continuata incessantemente e i modelli esclusivi si sono susseguiti nel tempo, dettando le tendenze della scrittura.

L'ultima novità è la Penna Bic Cristal Special Edition. 

Assolutamente: must have per tutte le donne glamorous!

 

 

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La felicità è fuori dalla tua zona di comfort .
La zona di comfort è come una bolla nella quale rimaniamo, affinché tutto continui ad essere uguale. Anche se ci lamentiamo e ci sembra insopportabile, continuiamo a rimanere lì, per paura, ed è semplicissimo che questa si trasformi in abitudine.

Il prezzo da pagare è alto. Non abbandonare la zona di comfort significa praticamente rinunciare alla vita, alla crescita. Continuiamo a stare lì, come vegetali, mentre gli anni passano e la nostra vita perde sempre più senso.

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Buongiorno , mi presento :
mi chiamo Alessia Zuppicchiatti, donna, mamma, imprenditrice e questa è la mia KALIBRASHOP.

Sono passati oramai 20 anni dal mio "esordio" imprenditoriale nell'ambito del settore forniture ufficio.
Lunghi anni di ricerca , formazione, vendita, gestione, passione, venti anni che mi hanno "regalato" uno splendido bagaglio.
È giunto il tempo, per me, di intraprendere una nuova sfida. Quindi, perché non mixare il mio "know how" con le mie passioni ?
Da un'analisi di un settore, quello dei fornituristi ufficio, a mio avviso " naftalinico", dai miei studi nel Business & Life Coach, dal mio formare e "allenare" manager e gruppi commerciali al conseguimento di obiettivi sfidanti, dal fortunato incontro con il mio amico e oramai "collega" Alessandro Betassa , dall'appoggio dei miei familiari e dei miei collaboratori , da quegli incontri casuali detti anche "sincronicità" e che alla fine troppo casuali non sono perché lasciano sempre una traccia, insomma, da tutto questo nasce KALIBRASHOP .
Kalibrashop è web marketing emozionale. Un sito che vuole essere un'esperienza all'acquisto. Un sito che "ruba" alla moda per vendere cancelleria, un sito che "esplora" i sensi ; musica, colori, odori, gusto, tatto e che, tramite i sensi accompagna agli acquisti .
Un sito che si rivolge all'ormai crescente mondo degli "Home Office", un sito dove ognuno di noi può immedesimarsi. Un sito che "tagga" quel popolo di persone che lavorano da casa , persone che, oltre alla cancelleria e alle stampanti, si vestono, arredano, si nutrono .... persone che hanno sentimenti, emozioni, passioni.
Quindi, perché non parlare loro tramite un blog ? Perché non elargire (speriamo buoni ) consigli su : moda , tendenze, arte, spiritualità, arredamento, alimentazione , ecc .....
Un sito che proporrà outfit moda/cancelleria e che, tramite le penne , offrirà anche abbigliamento, arredamento e tanto altro ancora. Un sito in perenne movimento .
#cometivestiinufficio #comepensiinufficio #comeviviinufficio #cosamangiinufficio
La mia determinazione, la mia grinta, la mia immensa voglia di vivere, la mia energia, la mia spiritualità, il mio amore per la gente, la mia passione per i viaggi , il mio yoga , il mio ayurveda, la mia femminilità , la voglia di "mordere " il mondo, e, soprattutto , la mia indelebile esperienza di bambina cresciuta in Africa, la mia Africa .
Ecco , tutto questo è e sarà KALIBRASHOP .
KALIBRASHOP, è donna, una donna che ci prova sempre , che non molla mai, che cade e si rialza, che ride e che piange , che vuole vivere .
#evvivalavita#

Alessia Zuppicchiatti
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